Cingoli, il balcone delle Marche

Se volete vivere in un luogo da cui si gode una spettacolare vista panoramica, in cui si respira “aria buona“, dove l’arte, la cultura e la storia si fondono con un paesaggio ricco di risorse naturalistiche, questo è Cingoli.

L’appellativo Balcone delle Marche sta appunto a testimoniarlo.

Sorge in posizione panoramica a 630 metri s.l.m. a metà tra “cielo e terra”, tra l’appennino e il mare. Una “Posizione incantevole” dalla quale si ha accesso a “Panorami sconfinati” (per parafrasare ciò che il pittore Donatello Stefanucci aggiunse a commento di una sua celebre veduta di Cingoli). Cingoli si caratterizza per la nobiltà, la complessa profondità e la gloria di un passato che ancor oggi è percepibile nelle ombre lunghe che alla sera gli antichi eleganti palazzi proiettano sulle piazze e sulle vie.

Il territorio comunale si estende per circa 345kmq, costellato di piccole frazioni, dove la tranquilla vita quotidiana, scandita dal ritmo del lavoro e delle stagioni, fa da sfondo ad un paesaggio ricco di preziosa biodiversità e sorprendenti scorci paesaggistici che rendono viva e suggestiva ogni stagione.

Il Lago di Cingoli si trova a poca distanza dal centro, adatto a lunghe passeggiate tra i bosch, sport acquatici ed escursioni in pedalò. Il fiume Musone che scorre nelle valli sottostanti riserva bellissime sorprese a bambini e adulti amanti della natura e del divertimento.

Non troverete facilmente un luogo così bello e piacevole da vivere, dove l’opera della natura e l’opera dell’uomo si sono da secoli valorizzate a vicenda!

Dailybest lo definisce Il Balcone panoramico più romantico d’Italia!

Da MarcheTurismo.

Cingoli ha una storia antichissima di cui oggi si legge testimonianza nei musei e nelle opere d’arte che presenti in tutto ilo territorio comunale. Il colle su cui sorge fu abitato sin dall’Eneolitico. Nel IX secolo a.C. il territorio cingolano era abitato da popolazioni picene. Citata nel De bello civili di Cesare, la città fu fortificata intorno al 60 a.C. da Tito Labieno, cingolano, luogotenente di Cesare in Gallia. In età augustea fu elevata al rango di Municipium. Nella seconda metà del secolo XII, i cingolani fecero della città un libero comune. In età comunale, molto fiorenti furono le attività artigianali, commerciali ed anche artistiche.

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